La rubrica dei perturbatori endocrini parte 6

Con l’ultimo articolo è terminata l’amara passeggiata nella giungla dei prodotti alimentari che contengono eccipienti formalmente accusati oppure sospettati di essere perturbatori endocrini o arricchiti di altre qualità perverse. Fra l’altro, è di pochi giorni la notizia secondo cui l’utilizzo del colorante E171/ Diossido di Titanio nei prodotti alimentari sarà formalmente ed ufficialmente proibito poiché definito cancerogeno.
Anche se non é ancora ufficiale a causa della lentezza burocratica, ora che la sua nocività é ufficialmente provata e non solamente sospettata, l’attenzione ai prodotti in circolazione dovrà essere rinforzata, anche perché questo colorante é spesso contenuto in biscotti, caramelle ed altri bonbon per bambini, sopratutto in quei dolci gommosi e colorati che attirano la golosità di piccoli e…grandi.
Passiamo ora ad una breve disamina sui prodotti farmaceutici. Qui andremo «con estrema cautela» poiché é meglio essere circospetti per molti motivi, non per ultimo la potenza dell’industria farmaceutica che non ama mai essere disturbata o sospettata!
Il giornale «Le Monde» mise in evidenza già nel 2011 una lista di 400 medicinali contenenti dei Parabeni. Secondo l’Agenzia francese di sicurezza dei prodotti Sanitari (Afssaps), i Parabeni sono correntemente utilizzati per evitare la proliferazione di micro-organismi ed impedire la degradazione del medicinale nel tempo. Ma é già stato dichiarato ufficialmente dal 2013 che i Parabeni sono considerati perturbatori endocrini di prima qualità, che agiscono come gli ormoni estrogeni e perturbano il sistema ormonale femminile e anche quello maschile! Per di più sono sospettati anche di essere cancerogeni.
Perché allora li troviamo nei medicinali? Domanda senza alcuna risposta. Fra i medicinali «sospetti» possiamo elencare delle formule generiche di paracetamolo e di Ibuprofene, degli sciroppi per la tosse, pastiglie per il mal di gola, dei lenitivi per acidità, bruciori gastrici ecc.
Dove non ci sono parabeni, altre sostanze nocive ci vengono servite in medicinali quali gli antalgici più utilizzati e gli anti-infiammatori non steroidei che contengono sostanze che inibiscono la produzione del testosterone nell’ uomo adulto e disturbano anche la produzione ormanale nelle donne. Il dott.Bernard Jégou, ricercatore dell’equipe incaricata di questa ricerca, disse che ci deve fortemente preoccupare l’uso massivo e cronico di questi antalgici. Oltre ai rischi potenziali sulla fertilità e sulla salute in generale, questi prodotti diminuiscono la produzione di testosterone, risultato cotroproducente sulla «performance maschile». La rubrica «santé» del giornale LADEPECHE, ha pubblicato l’8 gennaio 2018, che l’Ibuprofene antalgico, molto utilizzato dagli sportivi, uomini e donne (ma anche da un pubblico generico per emicranie e mal di denti ecc..) é stato oggetto di una richerca attiva su 31 uomini di étà dai 18 ai 35 anni, la quale ha osservato che l’assunzione di ibuprofene per circa 14 giorni provoca su giovani uomini degli effetti perturbatori endocrini severi, che favoriscono l’ipogonadismo( secrezione non controllata di ormoni da parte delle gonadi, testicoli per gli uomini ed ovaie per le donne). Gli autori di questa sperimentazione condotta sotto la guida dell’INSERM concludono che oltre al pericolo di essere cancerogena, questa molecola altera le codizioni fisiche e mette in pericolo la salute riproduttiva ed anche la salute psicologica degli utilizzatori.
L’uso di anti infiammatori non steroidei é molto pericoloso anche in gravidanza, facciamo l’esempio dell’acetaminofene, un antalgico in vendita libera, ed il 14 gennaio di quest’anno la FDA (Food and Drug Administration – Agenzia americana di controllo sugli alimenti e medicinali) ha formalmente chiesto ai professionisti della salute di smettere istantaneamente di prescrivere e somministrare medicinali contenenti questa molecola poiché puo’ aumentare il rischio di turbe di deficit dell’attenzione ed iperattività nei bambini. Questa domanda della FDA é stata imposta anche dal fatto che l’acetaminofene é responsabile in America di più di 56.000 ricoveri al pronto soccorso di donne in gravidanza, di cui 2600 lungamente trattenute in ambito ospedaliero e di un numero stimato di circa 500 decessi provocati da insufficenza epatica acuta. Altro settore di contaminazione, ad oggi quasi impossibile da controllare é la somministrazione di ormoni e medicine agli animali, non solo ad obbiettivo di cura che rappresenta una piccola percentuale, ma sopratutto ed in modo massiccio, per accellerare la crescita ed aumentarne il volume/peso. L’uomo ingerisce a sua insaputa, attraverso carni e altri prodotti di provenienza, animale una quantità di ormoni spaventosa. Attenzione al salmone che arriva da certi allevamenti dell’Europa del Nord poiché gli allevatori ossessionati dalla proliferazione di un piccolissimo parassita chiamato pulce di mare (che si nutre della pelle del salmone e provoca delle macchie marrone sul dorso del salmone), lo hanno trattato per anni con antibiotici, permettendo tra l’altro al parassita stesso di sviluppare una resistenza che rende nulla la loro efficacia. Attualmente, all’alimentazione dei salmoni viene aggiunta una sostanza chimica che si chiama difflubenzurone ed é normalmente utilizzato come pesticida ed anche come disinfettante/distruttore di insetti nell’allevamernto del bestiame!!
Abbiamo ancora un settore molto importante da trattare e sono i cosmetici che tratteremo nella prossima puntata.

Grazie a Lucia per l’articolo

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